LA COMUNICAZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA: TRA VISIBILITÀ E FEDELTÀ

Ogni anno, la Mostra del Cinema di Venezia, uno degli eventi cinematografici più importanti al mondo, porta con sé un’ondata di curiosità e polemiche, ma anche spazi di comunicazione unici.

Dal punto di vista tecnico, non è un caso se fin dalla sua origine la Biennale è stata all’avanguardia nella promozione di nuove tendenze artistiche, secondo un modello pluridisciplinare che ne caratterizza l’unicità: la comunicazione dietro al Festival è frutto della sussistenza di diversi sistemi comunicativi, anche quelli più tradizionali.

La presenza dell’ufficio stampa, ad esempio, è ancora molto forte e fa da tramite tra ciò che accade “dentro” e il pubblico “fuori”, in particolare tramite le interviste ai principali protagonisti. Promuovere un evento culturale del genere è fondamentale, ma non senza complicazioni, tanto che si tende a seguire una strategia marketing che si focalizza sulle tre fasi principali dell’evento; la prima fase può essere definita come “before the festival”, in cui si presta attenzione a creare un contatto tra il festival e il pubblico, tramite pubblicità e notizie, che avranno il compito di informare con chiarezza anche su date, prezzi e sconti. La seconda fase viene definita “during the festival”, dove l’interazione deve essere attiva: quindi post, commenti, engagement, utili a comprendere l’andamento dell’evento. Infine, nell’ultima fase definita “after festival”, si può avere una panoramica complessiva della risposta del pubblico tramite i contenuti precedentemente pubblicati.

È in questo nuovo panorama comunicativo che si inseriscono, non con poche controversie, gli influencer. Negli ultimi tempi, il Festival di Venezia ha allargato i suoi orizzonti, aprendo le porte ad un pubblico più ampio e diverso da quello tradizionale; in mezzo a star di Hollywood, registi ed esponenti di spicco del Cinema (quello con la C maiuscola), si sono inserite figure come Giulia De Lellis, Paola Turani, Rachele Santoro, content creator come Mattia Stanga, ed altri ancora. La loro partecipazione al Festival non nasce da un interesse cinematografico, quanto piuttosto da una precisa strategia di marketing: gli sponsor del Festival, che includono marchi di moda, makeup, gioielli, bevande alcoliche, sfruttano la visibilità dell’evento – e dell’influencer – per promuovere i propri prodotti.

È una scelta di marketing che permette di avere un’ampia copertura, soprattutto tra il pubblico più giovane e meno affezionato al grande schermo, e di trasformare il red carpet in un evento mediatico a tutto tondo.

Da un lato, si potrebbe criticare la crescente commercializzazione ed esposizione di un evento che dovrebbe essere dedicato esclusivamente all’arte cinematografica, dall’altro è evidente l’impatto positivo in termini di visibilità; quello che è certo, è che l’equilibrio delicato e controverso tra bisogno di visibilità e fedeltà alla mission del Festival trova, per ora, una sua sintesi nel red carpet veneziano. Per quanto ancora, non è dato da sapere.


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